Ergoarts Inc. contro l’uscita del film “Letters to Juliet”

Sembrava cosa fatta un po’ di tempo fa, ma il ritardo nell’uscita del film “Letters to Juliet” non è più giustificabile con i soliti lavori di post-produzione; il sito del Corriere della Sera, nella sua sottosezione relativa alla regione Veneto, dedica un articolo molto dettagliato a questa vicenda, spiegando che la Summit – casa di produzione del film che avrà come protagonista la nostra Amanda Seyfried – ha intenzione di trascinare davanti al tribunale di New York la casa di produzione Ergoarts Inc. che sta boicottando l’uscita nei cinema di Letters to Juliet sostenendo di possedere i diritti, anche quelli cinematografici, sulla tradizione legata alle lettere d’amore recapitate a Venezia da tutti gli innamorati.

Riporto le prime righe della porzione dell’articolo che spiega la cronologia dell’intera vicenda, il resto potete leggerlo seguendo il link…

Tratto da CorrieredelVeneto.corriere.it
La Ergoarts, in pratica, sostiene che la Summit le abbia soffiato l’idea di trarre un film dalla tradizione delle lettere a Giulietta. E per dimostrarlo sventola un regolare contratto sottoscritto da Giulio Tamassia, l’uomo che per primo rispose a una missiva indirizzata all’eroina shakespeariana, dando così il via al fenomeno. Lui conferma, pur sostenendo la regolarità del film con la Seyfried. «Accadde negli anni Novanta – racconta Tamassia – quando si presentò al Club di Giulietta la giovane Ellen Rigas, una donna bellissima che chiese di acquistare i diritti sulla nostra iniziativa per trarne un film». L’associazione incassò «tra i dieci e i venti milioni di lire». Pochi spiccioli per una grande casa di produzione, ma una boccata d’ossigeno per un gruppo di volontari che spesso fatica a racimolare perfino i soldi per i francobolli. «Mi mandarono un paio di copioni scritti da sceneggiatori piuttosto famosi – prosegue Tamassia -ma la Rigas non era soddisfatta. Alla fine non se ne fece più nulla».




Scritto il 2 febbraio 2010 alle 13:18
Autore: kisal
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